venerdì 19 ottobre 2018

La carezza che volevo .

La carezza che volevo .

Cercavo in te l'audacia ,
il violento fremito la goccia di rugiada
il riverbero dell'estate la cala ove farti mia ,
un'ape regina che si posa su ogni fiore
raccoglie il nostro miele di labbra saporose ;
impollina visioni proibite e brama attese di perdono .
La carezza che volevo me l'hai portata via
gli empi l'han rubata ,i vampiri degli inferni l'ha recisa ,
i malvagi d'ogni mondo  i narcisisti ubriachi .
Ed io mi nutro di erba amara
di accidia , il veleno del cuore ...
di pietra la mia voce ,mormora al vento la mia solitudine .
Ti volevo solo abbracciare
darti le vibrazioni di una primula ,
gli echi dei torpori ove sale la rugiada 
farti sposa su il tappeto rosa ,
darti gli incensi delle chiese e le corse sui prati .
Le volevo e si nascosero tra le tenebre
forse timide lacrimavano  i pianti dei  miseri ,
abbandonate ,mi presero la mano
stringendomi  lessero il mio avvenire ,
con i miei sentimenti caddero sulle spine
per lasciarmi fasci di catene .
Carezzami ancora ,ho bisogno delle tue arterie femmina !
Volto le spalle il sogno irrealizzato ,
il tuo sentiero è infinito
è la carezza di una clessidra vuota  .


Giovanni Maffeo Poetanarratore .

Nessun commento:

Posta un commento