mercoledì 14 novembre 2018

LUSINGHE

Lusinghe‭ ‬.

Le effimere parole‭  ‬si dimenano come serpi‭
nel consolo dei crudeli carcerieri,
lagnano attese‭  ‬di ombre immacolate‭ ‬:
in effluvi di ebbrezza scandiscono le ore‭ ‬.
Ed io son scosso‭ ‬,deriso da me stesso‭!
Da una bellezza che mi ha fatto ubriacare‭ ‬,
su di una croce poso i miei fiori‭ ‬.
E‭' ‬la mia impazienza dell’inquisitore crudele‭
gonfio di rauche grida la mia anima danna‭ ‬,
con la proclive‭  ‬d’ardore il socratico m’ispira‭ ‬.
E ho fatto‭  ‬le lusinghe ad una musa‭ !
Una dama che ha la puzza sotto il naso‭ ‬,
una che il plateale non piace‭ ;
zitta‭ ‬,‭ ‬zitta‭  ‬se ne sta in una chiusa di una strofa‭ ‬.
Oh si,‭ ‬è molto brava a far l’amore‭ !
I suoi orgasmi sono pieni d’agonia‭ ‬,
laconici i‭  ‬suoi fremiti‭ …
languidi‭  ‬i suoi spasmi‭ ‬.
È di lusinghe le malie incontrollabili‭ !
Su galassie selvagge ove l’amore spera‭ ‬,
ove solchi di voglia gemono i sussurri.
Giacciono‭  ‬nei germogli gli arroganti versi
in stupendi madrigali le auree fuse,
le figure s’appropriano di lusinghe d'amore‭ ‬.


Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

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